Cop Cigni selvatici

Venerdì 23 febbraio 2018 ore 17,30 Lettura animata  “I cigni selvatici” di Hans Christian Andersen per bambini di 7-10 anni presso la Sala “E. Cecchetti” della Biblioteca Comunale “S. Zavatti”.

Prenotazione obbligatoria dal lunedì al venerdì ore 9,00-19,00 al n. tel. 0733.813837.

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Elisa è una principessa, che vive felice con i suoi undici fratelli. Un giorno, però, il re si risposa con una matrigna cattiva, che mette Elisa a balia in una casa di contadini e lancia un sortilegio sui maschi, trasformandoli in cigni selvatici.

Elisa cresce bella e buona e, quando compie 15 anni, il re suo padre chiede di vederla. La matrigna, allora, le prepara un bagno e nasconde nell’acqua tre rospi avvelenati, che dovrebbero trasformarla in un essere brutto e malvagio. A causa della sua bontà, però, il maleficio fallisce e i rospi vengono trasformati in tre papaveri rossi. La matrigna, furiosa, tinge il viso di Elisa, la veste di stracci e le scompiglia i capelli cosicché il re, vedendola, ne sia inorridito e la scacci dal castello.

Elisa vaga da diversi giorni per il bosco, dove incontra una vecchietta che le parla di undici cigni selvatici con la corona d’oro, che si vedono nel fiume lì vicino. Elisa segue il fiume e arriva al mare. Sul far della sera arrivano in volo gli undici cigni, che si ritrasformano nei suoi fratelli. I fratelli le raccontano dell’incantesimo che li rende cigni di giorno e uomini di notte, della loro vita al di là del mare, e del lungo e pericoloso viaggio che intraprendono una volta all’anno per tornare nella loro terra natale. Propongono ad Elisa di viaggiare con loro nella terra lontana, ed Elisa accetta con gioia. Durante il viaggio sopra le onde, Elisa intravede il grande castello di nebbia della fata Morgana, dove nessun essere umano può porre piede. Una volta giunti nella terra al di là del mare, Elisa si rifugia in una grotta e sogna la fata Morgana che le spiega come poter salvare i fratelli: deve raccogliere a mani nude le ortiche accanto alla grotta, oppure nel cimitero, pestarle a piedi nudi e tesserle in undici tuniche da far indossare ai fratelli; per tutto il tempo non deve dire una parola, pena la loro morte.

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