LA BIBLIOTECA “S. ZAVATTI”: I PRIMI 40 ANNI

1978687_222539987950070_1183154687_n4 maggio 1969: viene inaugurata alla presenza della autorità locali e di una nutrita folla di cittadini la Biblioteca Comunale di Civitanova Marche, fortemente voluta e promossa dal Prof. Silvio Zavatti.
Così ricorda l’evento un articolo giornalistico apparso sul «Messaggero»: «Questa mattina alle 11, alla presenza della autorità avrà luogo la cerimonia di apertura della nuova “Biblioteca Comunale” e della “Biblioteca e Museo Polare”. Si avvera finalmente uno dei sogni più cari alla cittadinanza e cioè quello di avere una Biblioteca che accompagni di pari passo lo sviluppo demografico edilizio ed economico della città».
Da anni il Prof. Silvio Zavatti, insigne esploratore polare nato a Forlì nel 1917, stava, infatti, prodigando la sua esperienza ed il suo entusiasmo per l’istituzione di una biblioteca pubblica, divenuta ormai esigenza imprescindibile per una realtà cresciuta economicamente e demograficamente come quella civitanovese degli anni del dopoguerra.
Sin dal 1953 la sua nobile proposta era apparsa su un numero della «Voce Adriatica» ma, seppur approvata subito all’unanimità dall’Amministrazione Comunale, era stata dapprima considerata dall’organo di controllo preposto all’esame degli atti municipali un impegno di spesa incompatibile con il bilancio, per essere poi accolta con successo solo nel 1967.

In quell’anno vengono finalmente concessi al Prof. Zavatti alcuni locali situati all’ultimo piano di Palazzo Sforza e destinati ad accogliere sia la Biblioteca che il Museo Polare, ormai di fama internazionale e frutto dell’incessante quanto avvincente lavoro di esplorazione e ricerca da parte dello studioso appassionato di geografia polare.

Il Palazzo Cesarini-Sforza, simbolo indiscusso di Civitanova Marche e costruito nel 1862 sull’area della storica Fortezza quattrocentesca, si caratterizza per l’imponenza con cui si affaccia su Piazza XX Settembre e per lo stile architettonico tardo neoclassico, incurvato su motivi rinascimentali, tipica espressione dell’eclettismo ottocentesco che combinava insieme motivi rinascimentali e neoclassici.

sopraI locali messi a disposizione del Museo comprendono tre sale, un corridoio ampio ed uno più stretto, mentre quelli destinati alla Biblioteca, attigui al Palazzo stesso, sono costituiti da un ampio salone (Sala A) e da un ufficio, comunicanti tramite una scala di legno.
Seguono mesi di febbrili attività di pulizia dei locali, reperimento, inventariazione, catalogazione e sistemazione sugli scaffali del patrimonio librario, finché la dotazione iniziale viene ulteriormente incrementata di altre tre stanze, la Sala Lodi, la Sala B e l’Emeroteca, in occasione rispettivamente dell’acquisizione della biblioteca privata della Dott.ssa Teresa Lodi nel 1972 e dell’incremento di documenti monografici e periodici negli anni Ottanta.
Sin dal giorno dell’inaugurazione vengono messi a disposizione del pubblico ben 1.913 volumi, quantità destinata ad essere velocemente incrementata negli anni non solo attraverso un’oculata politica di acquisti, ma anche grazie alla generosità di associazioni e centri culturali oltre che di privati cittadini.
Fra questi ultimi si possono ricordare le figure di Nello Ciavattini, Renzo Perugini, Ermanno Mori, Lino Brillarelli e lo stesso Silvio Zavatti, mentre tra le associazioni e gli enti culturali si annoverano i Centri sociali di educazione permanente che facevano capo al Provveditorato degli Studi di Macerata e alla Soprintendenza ai Beni Librari, da cui sarebbero dipese le Biblioteche pubbliche marchigiane prima dello storico passaggio alla Regione Marche nel 1972.

Fin dai primi anni la Biblioteca Comunale vanta un’intensa quanto vivace attività di manifestazioni culturali per la quale viene conosciuta ed apprezzata a livello nazionale: la prima conferenza, quella dell’8 gennaio 1970 sul tema Una donna nell’inferno antartico; la rappresentazione teatrale dell’Orestiade di Eschilo e il I Congresso Internazionale Polare nello stesso anno; la mostra archeologica su Cluana ed il XXIII Congresso dell’AIB nel 1973 sono solo i primi nobili passi di un lungo cammino che attualmente può contare numerosi appuntamenti al mese tra presentazioni di novità editoriali di autori locali e di fama nazionale e conferenze culturali in tutti i campi dello scibile umano che assicurano alla Biblioteca di Civitanova un indiscusso posto di prestigio nella politica culturale del paese.

Dalla sua sede originaria a Palazzo Sforza la Biblioteca nel 1998 viene ospitata nei suoi nuovi locali, quelli della storica ex Casa del Balilla, dalla curiosa forma di sommergibile, realizzata nel biennio 1934-1935 dall’architetto Adalberto Libera, promotore del Movimento Italiano per l’Architettura Razionale che sostiene un’architettura essenziale, dalle linee nitide e pulite, senza fregi né ornamenti.
I lavori di trasloco, iniziati nella mattina del 26 ottobre 1998 vengono celermente condotti a termine in appena tre settimane sotto la vigile regia della Direttrice Carla Mascaretti, così che già il pomeriggio del 21 novembre 1998, in una cornice quasi irreale e incorniciata dalla neve, alla presenza delle massime autorità cittadine e di un folto pubblico, viene inaugurata la nuova sede in Viale Vittorio Veneto, dove è attualmente ospitata.

Bibliografia: C. Mascaretti, La Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche. I primi trent’anni, COM, Fermo, 2000.
Monica Tramannoni