Patrimonio documentario

Il patrimonio documentario della Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche ammonta attualmente ad oltre 51.000 documenti monografici tra cui un fondo antico con 8 cinquecentine, 11 seicentine, 36 edizioni del Settecento e ben 2.500 dell’Ottocento, 483 manoscritti di cui due risalenti al XV secolo, una preziosa carta geografica del XVII secolo, 50 manoscritti musicali dei secoli XVI-XIX e 423 del XIX; la parte restante è costituita da un fondo librario moderno a cui si aggiungono una raccolta multimediale con circa 1.500 pezzi di materiale audiovisivo fra dischi, vhs, cd-rom e dvd ed una ricca emeroteca che, grazie ad un centinaio di abbonamenti a quotidiani e riviste, arriva a contare più di 30.000 periodici.Tale ricco patrimonio è disposto sui tre livelli della ex Casa del Balilla.
Al pianoterra, la Sala Generale ospita materiale di divulgazione (enciclopedie, dizionari, repertori bibliografici, atlanti geografici…) ed opere divise per argomento secondo la classificazione decimale Dewey e disposte per la maggior parte a scaffale aperto così da consentire all’utente di scegliere autonomamente i volumi tra gli scaffali.
Sempre al pianoterra si trovano poi due fondi locali con monografie, opuscoli, articoli, manifesti e fotografie inerenti la storia e la vita della comunità in cui la Biblioteca è inserita. 
Segue il materiale di divulgazione, infatti, la Sezione Marche con oltre 2.000 documenti riguardanti l’intero territorio regionale e tra cui si segnalano i 37 volumi editi dal “Centro studi maceratesi” ed i 46 della monumentale Storia delle antichità picene dell’abate Giuseppe Colucci che descrivono pedissequamente pressoché tutti i comuni delle Marche dalle loro origini al Settecento. Nei primi anni Settanta la Biblioteca si arricchisce de La Reggia Picena ovvero de’ presidi della Marca. Historia universale di Pompeo Compagnoni del 1661 e della Carta della spiaggia fra la punta di Marano d’Ancona ed il conflusso del fiume Tronto che devide lo Stato Eccl.co dal Regno di Napoli, disegno manoscritto di Luigi Ferdinando Marsili risalente alla fine del Seicento in cui tutte le località costiere sono rappresentate da stilizzate torri con una ‘fumata’ sulla cima come segnalazione marittima per i navigatori ed alcuni centri, tra cui Porto Civitanova, già vantano una flottiglia di barche da pesca.
Attigua si trova poi la Sezione Civitanova Marche con oltre 1.000 foto ed altrettanti documenti tra i quali meritano un cenno particolare gli Statuta Inclitae Terrae Civitanovae pubblicati ad Ancona nel 1567 in 6 libri e consistenti in una raccolta di leggi consuetudinarie che la comunità civitanovese si era data fin dal lontano Medioevo. Risalente al 1494 è poi il Registrum licterarum, una sorta di protocollo medioevale in 8 pagine pergamenacee e manoscritte costituito da 2 reperti, un frammento di statuti comunali recante la scritta Registrum licterarum 1494, probabilmente perché usato come custodia di lettere di quell’anno, e ilRegistro della dogana, il documento più antico della Biblioteca, privo di intestazione e di data ma risalente con tutta probabilità alla prima metà del XV secolo e contenente in 4 carte informazioni sulla magistratura della dogana cittadina e l’elenco di tutte le merci in entrata e in uscita dal porto di Civitanova con tanto di quantità, dazi e prezzi. 
Ad illuminare fatti e personaggi della storia locale e ad evitare che essi vengano sepolti per sempre nell’oblio sono deputati, inoltre, gli ormai 12 numeri di Civitanova. Immagini e storie a cura del “Centro Studi Civitanovesi” operante dal 1986 all’interno della Biblioteca stessa.
Ospitata nella sala nord al pianoterra, si trova la Sezione Ragazzi che raccoglie libri specifici per bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni e suddivisi in materiale di divulgazione e supporti didattici con classificazione decimale Dewey, Prime Letture, Romanzi, Fiabe, Fumetti, Poesia, Mitologia e Gialli. 
Particolare la storia di tale sezione: il 5 gennaio 1996, in occasione della festa dell’Epifania e grazie al gentile interessamento della signora Annarella Gasparroni, un bambino di 8 anni di Civitanova Marche, Matteo Monti, donava alla Biblioteca gli oltre 200 libri da lui già letti e 50 VHS. Nasceva così la Sezione Ragazzi da uno spontaneo atto di generosità di un vivace bambino che smentiva finalmente i dati delle statistiche europee che volevano i giovani italiani agli ultimi posti nella graduatoria dei lettori, e attirava su di sé la curiosità dei coetanei nonché di giornali, radio e televisioni locali e nazionali. Attualmente arriva a contare oltre 5.000 colorati ed accattivanti volumi rivolti alla piccola utenza a cui sono dedicate costantemente anche numerose attività volte ad avvicinare alla lettura i bambini fin dalla loro più tenera età, come le Letture animate, le collaborazioni con associazioni ricreative e colonie estive, il Progetto Lettura ed il Premio Recensione, rivolti questi ultimi due rispettivamente agli alunni delle Scuole dell’Obbligo e a quelli delle Scuole Superiori.
Luogo della Biblioteca deputato alla conservazione dei periodici è l’Emeroteca, ospitata nell’ala sud del pianoterra e contenente oltre 30.000 fascicoli grazie all’abbonamento a 5 quotidiani (Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, Il Resto del Carlino ed Il Corriere Adriatico) e ad un centinaio di riviste disposte per argomento e riguardanti vari settori del sapere, dalla storia alla geografia, dalle scienze alla letteratura, dalla biblioteconomia all’arte, dalla tecnologia alla sezione locale.
L’archivio della Gazzetta Ufficiale è consultabile esclusivamente in modalità on-line e non più cartacea da gennaio 2009, con l’accesso dedicato in Biblioteca.
Salendo una scala a chiocciola perfettamente inserita nello stile architettonico dell’edificio, si arriva al primo piano, dove la sala della Direzione ospita il prezioso Fondo Lodi, pervenuto alla Biblioteca il 2 marzo 1972, che raccoglie una cospicua parte della biblioteca privata della Dott.ssa Teresa Lodi (1889-1971), allieva e collaboratrice del filologo e papirologo Girolamo Vitelli, per lungo tempo responsabile della sezione manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, dal 1932 Ispettrice della Sovrintendenza Bibliografica per la Toscana e le Marche e, infine, dal 1933 al 1955 Direttrice della Biblioteca Mediceo-Laurenziana. Il fondo, acquistato dal nipote Alfredo Lodi, è costituito da ben 1.138 volumi e 364 periodici, 34 cartelle con articoli di giornali e ricerche personali, 7 manoscritti e 39 documenti della stessa Lodi, quali, per esempio, pagelle, attestati e il diploma di laurea.
Tutti i volumi della raccolta, per la maggior parte di argomento storico, filologico e biblioteconomico con rari quanto preziosi cataloghi di mostre librarie, sono contrassegnati dall’ex libris “Beata coi libri”, felice anagramma di “Bibliotecaria”, e molti presentano, inoltre, sincere dediche di gratitudine e dichiarazioni di stima da parte degli stessi autori.
Schiva e riservata, la Lodi fu, infatti, per anni al centro di una fitta rete di rapporti culturali con eminenti studiosi, come attesta per altro il fitto carteggio conservato oggi alla Laurenziana con Girolamo Vitelli, Benedetto Croce, Paul Collart, Medea Norsa, Emilio Cecchi e Giacomo Devoto.
Fiera e tenace bibliotecaria, per tutta la vita tenne fede con passione al suo incarico anche in situazioni estreme, come durante l’invasione austriaca del 1917 quando predispose il trasporto di circa 50.000 tesori cartacei in locali di sicurezza al di fuori della  Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e il loro ritorno in sede a guerra finita, o quando durante il II conflitto mondiale fece trasferire e custodì di persona giorno e notte il prezioso materiale librario della Laurenziana nelle Cappelle medicee.
Sempre al primo piano sono presenti il Fondo Zurovac con volumi di argomento prettamente medico appartenuti al Dr. Dimitrije Zurovac e giunti in Biblioteca nel novembre del 1998; il Fondo Mancino, frutto della gentile donazione del noto poeta Leonardo Mancino e, infine, la Sala A che raccoglie i volumi un tempo ospitati nella stanza più grande della ex sede della Biblioteca nel Palazzo Sforza e di cui si conservano ancora nel complesso le vecchie collocazioni.
Al secondo piano nell’omonima sala si trova il Fondo Ricci, biblioteca privata della nobile famiglia Ricci di Civitanova Alta, acquisita nel settembre 1970 grazie alla disponibilità di Vittorio Cecarini, cui 9 anni prima Alessandro Ferretti, figlio di Olga Ricci, aveva venduto il palazzo degli avi con tutta la mobilia. Il ricco fondo raccoglie oltre 2.000 documenti tra opuscoli, libri e riviste pubblicati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, oltre a svariate lettere personali illuminanti aspetti altrimenti sconosciuti della storia familiare e di quella locale. Arricchiscono il fondo diversi manoscritti musicali, tra cui meritano particolare attenzione i madrigali del Cinquecento, consultati ogni anno da eminenti musicologi italiani e stranieri e ancora in ottimo stato tanto da conservare l’inchiostro iridescente che rendeva visibili le note musicali durante le feste che allietavano le serate cinquecentesche illuminate soltanto dalla tenue luce delle candele.
Arricchisce la sala la Sezione Annibal Caro, nata dalla generosità del Capitano Ermanno Mori, che il 1° settembre del 1970 dona alla Biblioteca l’edizione aldina delle Rime del 1572, permettendo la costituzione di una sezione specifica dedicata all’insigne civitanovese Annibal Caro (1507-1566) che oggi arriva a contare un centinaio di opere tra cui 4 cinquecentine, 2 edizioni del Settecento e ben 22 dell’Ottocento, oltre a 2 preziose incisioni dell’artista Sergio Cartechini e ad una medaglia dello sculture Carlo Cantalamessa realizzata in occasione del IV centenario della morte del letterato nel 1966.
Tra le opere di Annibal Caro meritano particolare attenzione l’editio princeps dell’Apologia de gli Academici di Banchi di Roma contra M. Lodovico Castelvetro da Modena stampata a Parma da Seth Viotto nel 1558 quando il letterato era ancora in vita, la già citata edizione delle Rime stampata a Venezia nel 1572 dal più famoso editore dell’epoca Aldo Manuzio, un’altra edizione dell’Apologia sempre edita a Parma da Seth Viotto ma nel 1573 e, infine, un’edizione in 2 volumi de Le lettere familiari del Commendatore Annibal Caroedita a Venezia da Bernardo Giunti nel 1591.
Del Settecento vale la pena ricordare la Rettorica d’Aristotile fatta in lingua toscana dal Commendatore Annibal Caro edita a Venezia da Bassaglia nel 1732 e l’Eneide di Virgilio tradotta da Annibal Carostampata a Napoli nel 1778. Tra le numerose quanto pregiate edizioni dell’Ottocento degne di nota quella londinese del 1801 de Gli amori pastorali di Dafni e Cloe di Longo Sofista tradotti da Annibal Caro, e quella dell’Eneide di Virgilio recata in versi italiani da Annibal Caro edita a Roma nel 1819 dalla Stamperia de Romanis in 2 tomi in formato atlantico con preziose incisioni.
Tra le opere, invece, sull’illustre letterato e diplomatico del Cinquecento, costituiscono un punto di riferimento obbligato seppur datato il volume di Francesco Bernetti Annibal Caro in occasione del IV centenario della nascita del 1908, i vari contributi di Mario Sterzi tratti da «Atti e Memorie della Reale Deputazione di Storia Patria per le Marche» e, infine, la Genealogia della famiglia del concittadino Annibal Caro di Franco Concetti.
Documento originale di particolare interesse storico, la lettera autografa che Giovanni Pascoli scrisse il 20 gennaio 1907 all’allora Sindaco di Civitanova Marche Raffaele Papetti che lo aveva invitato a far parte del Comitato d’onore per i festeggiamenti del IV centenario della nascita di Annibal Caro a cui aveva già aderito, tra l’altro, Giosuè Carducci.
Sempre nella sala Ricci si trovano il Fondo Budassi e la Sezione Libera. Il primo è composto da 4 cartelle con appunti manoscritti, studi e lettere personali dell’urbinate Francesco Budassi (1852-1912) che permettono di ricostruire fedelmente la figura ed il pensiero di un «democratico di fine secolo», secondo la fortunata definizione di Vittorio Paolucci, che nella veste di deputato, sindaco e docente universitario, rivestì un ruolo di primo piano nella vita politica e culturale della Urbino di fine Ottocento.
La Sezione Adalberto Libera raccoglie, invece, oltre 100 volumi riguardanti la figura e l’opera dell’architetto della Casa del Balilla di Civitanova Marche, ora sede della Biblioteca, e l’architettura del Novecento in generale, con particolare riferimento a quella degli anni Venti e Trenta.
Al secondo piano si trova anche il modesto Fondo Giannelli che consta soltanto dei 150 volumi donati alla Biblioteca nell’estate del 1975 dalla famiglia Giannelli in ricordo della generosità del figlio Tonino morto giovanissimo.
Segue la Sezione Multimediale nata dalla generosità della Prof.ssa Silvana Colavito che a partire dal 1980 donò all’Istituzione un prezioso grammofono risalente agli inizi degli anni Venti ed oltre 700 dischi 78 giri con opere liriche complete, arie famose, canzoni popolari e brani di musica melodica interpretati da voci famose tra cui quella del tenore recanatese Beniamino Gigli, a cui negli ultimi anni si sono aggiunti altri 2.000 documenti di materiale sonoro, visivo e su supporto elettronico per la cui fruizione sono a disposizione degli utenti adeguate apparecchiature audiovisive e computer.
Completa la sezione documentaria del secondo piano il Settore Danza fortemente voluto dalla Prof.ssa Livia Brillarelli per ricordare la figura di Enrico Cecchetti (1850-1928) appartenente ad una dinastia di famosi ballerini civitanovesi ed il cui metodo rivoluzionò l’insegnamento e l’esecuzione del balletto e del mimo a livello mondiale. 
Tale prezioso fondo si affaccia poi direttamente sulla Sala Cecchetti della Biblioteca arricchita dai calchi in gesso del monumento in onore del celebre ballerino situato nella omonima piazza antistante ed eseguito dall’artista civitanovese Mauro Brattini.
Nel 2011 si aggiunge il fondo Michele De Luca, costituito da libri d’arte provenienti dall’Azienda Speciale “teatri di Civitanova” e depositati temporaneamente presso la Biblioteca Comunale “S. Zavatti” in attesa di collocazione, inventariazione e catalogazione.
Mascaretti, La Biblioteca Comunale “Silvio Zavatti” di Civitanova Marche. I primi trent’anni, COM, Fermo, 2000.
Monica Tramannoni